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Adolescenti e Gioco D’azzardo

A cura della
Dott.ssa Giuliana Rubano
Psicologa Psicoterapeuta

“Secondo il Sole 24 Ore (26/04/2014) i giocatori che hanno meno di 18 anni sono 1,2 milioni, ragazzi per i quali il gioco d’azzardo diventa sempre più un’abitudine.
Sempre più adolescenti spendono la paghetta tra lotterie e bingo e tra i giovanissimi, tra i 7 e i 9 anni, sono circa 400 mila i coinvolti nel fenomeno.
Tra i 10 e i 17 anni, aumenta il numero e il livello delle giocate, arrivando agli oltre 800 mila adolescenti, numero implementato con la legalizzazione del gioco d’azzardo negli ultimi 20 anni”.
Questi dati ci fanno riflettere su come questa forma di dipendenza si sviluppi in età adolescenziale, per cui numerosi studi si sono occupati di indagare il legame tra le caratteristiche individuali e la natura comportamentale ed emotiva sull’insorgenza dei sintomi in questa fascia di età.
L’adolescenza rappresenta una fase di transizione in cui la ristrutturazione sulla propria identità, la riflessione su di se, la consapevolezza del divario tra ideale e reale, possono favorire l’insorgenza di sentimenti di disagio e di malessere. Così a momenti in cui ci sente forti e invincibili se ne alternano altri in cui ci si sente soli, impotenti e timorosi. Nell’assoluto bisogno di conferma in cui si ritrovano, le nuove generazioni richiedono che qualcuno svolga per loro una funzione vicariante (Pistuddi 2009). Quando la richiesta è carica di ansia e trova il rifiuto negli altri, si può ricercare un sostituto oggettuale per colmare la delusione, in questo caso rappresentato dal gioco e dall’avvicinarsi alla dimensione di essere potenti.
L’incremento del gioco d’azzardo (slot machine, bingo, videopoker e altri giochi on line) tra gli adolescenti è dovuto ad alcune caratteristiche del gioco stesso:

  • “Velocità di gioco”: sia in termini di event frequency (qualche giorno per le lotterie o le scommesse su una partita di calcio, rispetto all’immediatezza di slot machine o Gratta&Vinci), sia in termini di tempo che trascorre tra una giocata e l’altra. I giochi molto rapidi, dove il soggetto è sollecitato a rigiocare nell’immediato (riducendo al minimo il momento della vincita o della perdita), aumentano il rischio di creare dipendenza.
  • “Velocità di pagamento”: la conseguenza prima dell’immediatezza di cui sopra, consiste nella possibilità di avere istantaneamente a disposizione l’eventuale vincita in denaro, che viene spesso reinvestita in una nuova sessione di gioco.
  • “Luci, colori e suoni”: sono appositamente studiati per invogliare a giocare, per creare familiarità con la macchina, rilassare il soggetto e, al contempo, accrescere l’eccitamento nel giocatore.

Inoltre gli adolescenti si sentono a loro agio davanti ad internet perchè sanno di poter modificare la propria identità fingendosi adulti.
Una delle conseguenze del gioco giovanile è il dispendio di denaro che non proviene solamente dalle paghette dei genitori. Spesso vengono messi in atto i primi comportamenti antisociali come i piccoli furti che a causa della dipendenza si ripetono fino a diventare frequenti con assenze ripetute da scuola; si prosegue condividendo poi il brivido del gioco d’azzardo con gruppi di amici arrivando così a penalizzare i risultati negli studi in maniera collettiva.

Molti ragazzi pensano che il denaro delle vincite possa farli sentire finalmente potenti ma lo scontro con la delusione delle perdite li riporta bruscamente a una realtà inaccettabile.

I giovani non riescono a gestire questa realtà per cui si sentono di perdere quel senso di potere che arriva con la vincita; questo vissuto nel tempo comporta stati di ansia e depressione che un intervento multidisciplinare, seguito da varie figure professionali e con il supporto dei genitori, può aiutare a superare.

Bibliografia:
Dalida Sarno, Gioco d’azzardo in adolescenza studio di un campione non clinico
Pistuddi, A. (2009) Gambling, ovvero gioco d’azzardo: è davvero questo il problema?