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Sistema di sorveglianza nazionale sul disturbo dal gioco d’azzardo: progetto sperimentale

Il 10 Marzo 2016, presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si è tenuto il seminario – SISTEMA DI SORVEGLIANZA NAZIONALE SUL DISTURBO DA GIOCO D’AZZARDO: PROGETTO SPERIMENTALE -. L’aula Pocchiari, presso la sede ISS in Roma in viale Regina Elena, ha visto la massiccia partecipazione di professionisti di ogni genere e categoria, medici, psicologi, assistenti sociali, infermieri, avvocati e consulenti finanziari, testimonianza che la percezione del problema dell’azzardopatia inizia ad essere diffusa, reale e concreta.

I relatori, susseguitisi nell’arco di una intensa giornata, hanno presentato un’analisi dettagliata dello stato e della condizione nel nostro Paese di quanti si trovano a vivere il conflitto con quella che a tutti gli effetti é ormai riconosciuta ed equiparata alle altre patologie che comportano una grave dipendenza. Il progetto sperimentale è stato illustrato nel dettaglio anche dalle testimonianze dirette degli operatori i quali, in prima linea hanno lavorato e collaborato alla creazione di una rete di strutture di sostegno che con attività formative ed informative e con accurati studi scientifici, si sono adoperate per affrontare il dilagare del fenomeno.

Un progetto nobile e coraggioso che nel suo procedere ha quindi visto la creazione di 11 focus group, dislocati in differenti regioni ed in differenti realtà territoriali, gruppi che hanno saputo concentrare le loro attività sull’analisi della diffusione di questo allarmante fenomeno di carattere sociale.

Benché allo stato embrionale, i numeri rilevati dagli operatori hanno da subito mostrato la gravità della situazione: 22000 persone si sono rivolte a questi centri e sono state prese in carico. Numero indicativo di come da parte dello Stato ci sia stata una errata valutazione della patologia, sottostimando la gravità di una realtà verso la quale per oltre un decennio non è stato preso alcun provvedimento e per la quale sono mancati i livelli essenziali d’assistenza. Solo da poco tempo infatti l’Osservatorio Nazionale è stato posto presso la supervisione del Ministero della Salute e solo con la Legge di Stabilità del 2016 è stato disposto un progetto nazionale volto a predisporre una serie di campagne informative a livello regionale, segnalando finalmente la volontà di agire in maniera più capillare sul territorio ed in maniera più concreta.

Durante il seminario l’attenzione si è poi spostata sulle motivazioni che portano i dipendenti dal gioco a rivolgersi a queste strutture ed a ricorrere al supporto, psicologico e non, degli operatori. A livello nazionale è infatti emerso un univoco carattere distintivo, quello della pressione familiare e l’intensità determinata dalla mutevolezza delle condizioni familiari.

L’analisi della condizione di “ludopatico”, condotta nelle varie strutture, ha mostrato come ad essere coinvolti siano indistintamente uomini e donne, in maggior numero i primi, di qualsiasi età. Proprio per questo si avverte ora la necessità, nel work-in-progress che è questo progetto, di portare l’informazione e la formazione anche a livello scolastico. L’educazione dei giovanissimi, più sensibili ed esposti alla pressione costante esercitata dal fascino del gioco, è considerata una delle colonne portanti della lotta al diffondersi di questa patologia.

Purtroppo dagli studi fatti emerge però anche che l’implemento delle strutture è inferiore alla reale necessità della diffusione del problema benché le Regioni, sia a livello sociale che privato, si stiano adoperando per rispondere alla problematica. Presto infatti sarà pronta una guida indicante regione per regione le strutture in cui sarà possibile trovare sostegno.

C’è indubbiamente ancora molta strada da fare.

Di Antonio Caruso

Programma del seminario 10-03-2016